La duttilità in campo. Attaccante, centrocampista e al termine della carriera anche difensore: questo è il ritratto di Francesco Simonetti, nato a Lecco il 15 ottobre 1906.
Cresciuto nelle fila della Bergamasca, passa, in seguito alla fusione con l’Atalanta, all’A.L.P.E. di Bergamo. Nel 1926 viene acquistato dall’Atalanta, dopo una breve parentesi al Falco Albino. Debutta con la maglia orobica in quella stagione e in poco diventa un elemento chiave di quella squadra. Un capitano, una bandiera, il vero simbolo della Dea degli anni Trenta. Dal 1926 al 1940 c’è solo l’Atalanta sulla sua pelle e dopo tanti anni lascia il calcio dopo aver collezionato 239 presenze in campionato con 10 gol. Non solo momenti belli, ma anche momenti poco felici. Nella stagione 1930-1931 sbaglia un calcio di rigore che alla fine si rivelerà fatale per la mancata promozione in Serie A degli orobici. Finita la carriera di calciatore, intraprende quella da centrocampista. Ha la possibilità di accomodarsi sulla panchina nerazzurra nella stagione 1953-54.

Muore a Bergamo dopo un paio di anni, l'11 aprile 1956.

Sezione: Gli eroi della Dea / Data: Mar 16 febbraio 2021 alle 13:00
Autore: Giuseppe Opromolla
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